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    February 13

    spero di pensare che....

    Da quanto tempo non c’era la voglia di scrivere, forse era da tanto che non avevo dieci minuti da dedicare a ciò che mi piace. Mio dio, l’ultima cosa che ho scritto era intitolata penso che,  e questa la intitolerò spero di pensare che..mi sento proprio come, un mio forse amico mi ha insegnato, un mare incrociato o un mare rotto, dunque ben poco prevedibile. Si dice che più si cresce più si acquisiscono certezze e si capisce quello che si vuole. Peccato io sarò l’unica che non lo so. Certo, non mi sento una bandiera, se rifletto bene io so cosa vorrei, ma non è conforme con le aspettative (e queste sono realmente tante) che la gente vuole da me. Mi sento un po’ sturm und drang, quella tempesta travolgente che prendeva i poeti  tedeschi nel fine 700. Si, mi piace anche pensarmi un po’ come un poeta maledetto, in una soffitta di qualche teatro di Parigi, in preda all’assenzio e all’oppio, in balia dell’amore carnale e senza sentimento o nel sentimento estremo di risate e lacrime, e con l’unica voglia di esprimere la mia insofferenza per questo mondo che ha cosi poco di me, e in cui io non mi ci voglio per niente confondere. Si, voglio cambiare le soffitte di tutti i teatri del mondo, voglio vedere e conoscere, voglio vivere in mezzo a quella gente comune, che però ha un bagaglio infinito di vita che voglio ascoltare, anche per sempre. Ma voglio che tutto ciò sia come una poesia, come qualche cosa che non tutti siano in grado di capire. La troppa popolarità alle volte rende le cose troppo semplici, banali e scontate. Tale prospettiva non è però conforme a quelli che sono i miei ideali, tutti dovremmo essere uguali e dunque essere in grado di capire certe cose, ma allo stesso tempo non mi voglio concedere a tutti, insomma sono pur sempre una donna. Insomma l’Anna vuole qualche cosa che non può prendersi, o almeno non può avere adesso perche è troppo presto.  Voglio andarmene di qua, è un posto stretto, ma non penso di voler andare in un altro posto per restarci, non è quello il concetto, dopo un po’  dentro di me si sviluppa una irrequietezza che ti fa vedere tutto sempre con colori più azzurri e grigi dove non sei più in grado di vedere con nitidezza le cose.  Sento il bisogno di non avere una dimora fissa ma allo stesso tempo mi serve un luogo certo sotto cui coricarmi la sera per andare a dormire. Quale sarà la soluzione? Tempo che ci penso forse basterebbe un camper. Insomma, cose mi manca? io ci sono, la voglia c’è, il diario di viaggio pure, la macchina fotografica c’è, da poco, ma c’è e anche la chitarra che mi faccia compagnia nei momenti tristi, dove la nostalgia di casa si farà sentire insieme a tutti i volti amici. Ok il camper no e per quello o devo aspettare ancora un po’ oppure devo cominciare a giocare alla lotteria. Ma manca la cosa più importante, con chi partire? Vorrei un compagno per partire, per poi ognuno seguire la sua strada, insomma il destino sa già che succederà, ma voglio un amico, non voglio un legame, voglio un amico che sappia accettarmi per quel che sono e che tra noi ci leghi solo una bella amicizia e nulla di più. Non mi sono mai sentita cosi fredda e insensibile come ora. Mi rendo conto che una persona mi piace solo se mi è lontana, il troppo vicino mi spaventa e mi opprime, e poi quano mi innamoro, spesso è solo del fascino delle persone, di quello che io voglio che siano e che in fondo non sono aimè. E’  un bel prezzo da pagare. Voglio partire, voglio viaggiare, voglio ascoltare e non voglio più parlare. Ma un giorno ritornerò perche è giusto che tutti sappiano, e perche in fondo qualche cosa mi lega a questo posto, ora e per sempre, ed è per questo che prima di partire per ogni viaggio io piango un sacco e sto malissimo e quando torno piango perche non ci volevo tornare. Ma verrà il giorno in cui sarò contenta di tornare…e come disse il grande Terzani la fine è il mio inizio. Onestamente non mi spaventa nulla, so che posso farcela tranquillamente con la mie forze; insomma l’Anna avvocato non serve molto in giro per il mondo, ma  è servito a me, i Grandi maestri del passato mi hanno insegnato molto. Insomma qualche cosa di cui campare ci sarà, mi affido alle mie capacità, mal che vada farò la gitana, o il giocoliere o la sputa fuoco…o mi affiderò alla provvidenza.

    Insomma voglio lasciarmi cullare dal viaggio, e intrecciare tutte le esperienze che mi vengono date.

    Io spero di poter realizzare tutto questo…io voglio realizzare tutto questo.

     

    June 11

    ...

    Bhe non so questa fosse per noi 2 pero penso che non siano tante le persone che ti chiamano forse poeta e non siano nenache tante le altre con il fiso da bambina...
    Forse non sei l'unico ad aver dimenticato il gusto del vino, ma a volte il fato è tanto cattivo. Ma era un arrivederci...vieni quando vuoi...

    Al lembo della strada

    Forsepoeta: chiami in lontananza,
    mi fai un cenno con la mano
    soffi nel vento che incalza
    e abbrividi le fronde insieme al tempo,
    parli di me, del nostro senso.
     
    Forsepoeta e viso di bambina,
    la tua stilla di sole che non è vicina;
    mi lasci come le rose d'ambra
    e di flanella rossa nel ciglione,
    muti i segni del cielo, addensi nuvole.
     
    Forsepoeta solo in questo viola,
    pallide mani e il fazzoletto in tasca,
    forsepoeta: il cappello rosso del padre
    di mio padre e il nostro incontro.
     
    Ma tu nei bei sogni, nelle libellule
    sospese del tuo male e della tua forza,
    non ti voltare dove l'erta brulica:
    abbandona il volto sul cuscino.
     
    Io non ricordo, oh giuro, non ricordo
    il gusto del mio vino.
    May 14

    giudizi universali

       nerooo

    Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
    taglia bene l'aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami
    sognare in pace......

    Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
    calpestare il cuore

    Libero com'ero stato ieri ho dei centimetri di libri sotto ai piedi
    adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
    come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
    e non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà...

    sei solo la copia di mille riassunti

    April 09

    Penso che...

    Penso che…

    Penso troppe cose, ma volendo rimanere in tema, penso alla FELICITA’ (una gran bella parola). Quando sono stata felice mi chiedo? BHo sempre o forse mai, non voglio cadere nel nichilismo e neanche nell’ottimismo sono due filosofie che non mi appartengono, però se penso bene ci sono delle cose che mi rendono felice, e non si tratta di episodi circoscritti nel passato, ma sono cose che fanno parte di tutti i giorni, della vita di tutti, penso o almeno spero. Ricordo che fin da piccola la mia più grande felicità era data da un cono gelato al gusto menta  e liquirizia. Poi  diventando un po’ più grande ero felice quando battevo tutti nei giochi, ecco li si mi sentivo una campionessa, era bello tornare a casa, correndo su per la salita con il mio vecchio Pepe e le ginocchia sanguinanti e i pantaloni rotti. Non mi importava cosa potesse dire mia mamma, anzi era quasi divertente perché lei logicamente si arrabbiava e mi rincorreva e il mio gioco continuava, ma io avevo un rifugio era il mio Mandorlo, un albero gigantesco che per mio fortuna aveva un ramo basso a cui potermi attaccare.  In quel Mandorlo ho fatto i miei primi pianti da adolescente, sai quando non sei ne ragazzina ne bambina, quando voi apparire grande ma invece non lo sei ancora, ecco mi ricordo i pianti che facevo per i miei primi amori non corrisposti, ogni volta erano lacrime salate. Poi ho avuto il mio periodo rivoluzionario dove ero sempre in mezzo ai casini, tra scioperi manifestazioni, almeno una volta al mese dovevo essere su un giornale, e li la mia felicità era avere un megafono in mano davanti alle centinaia di studenti, era sentirmi il capo rivoluzionario, la no global della situazione l’anticonformista, l’antitutto e tutti … Ero io, il mio-primo-moroso-rastone-pancabestia  e il mio kollettivo contro il mondo intero. Poi a 17 anni la mia felicità era il mio ex, lui era il mio mondo e la mia vita. Finalmente arrivo ad oggi dove non c’è una sola cosa che mi rende felice, ma è una felicità minore, oggi mi rende felice il bambino che mi sorride, quando una persona mi abbraccia o mi da un bacio (anche se stento a ricordare l’ultimo), quando cammino a piedi scalzi, quando sono da sola a casa e mi distendo nel letto e penso al nulla, dove il nulla è rappresentato dal milione di cose che mi passano per la testa. Ora mi piace il profumo di chi è appena uscito dalla doccia, che ha ancora le goccioline che scendono sulla schiena. Mi rende felice correre e camminare soprattutto se sono in posti che non conosco e di cui non conosco la meta, mi piace l’odore del fuoco quello intenso, mi rende felice buttarmi nel torrente e perdere i sensi dal freddo, mi ricordano i miei bagni nell’oceano. Sono felice nel stare in mezzo alle montagne quando è notte e il cielo sembra più grande del solito e le stelle si siano quadruplicate. Mi rende felice quando sento chiamare Anna, mi piace sentire chiamare il mio nome.  Sono felice quando so che ho aiutato qualcuno. Sono felice quando sono via, quando sono già partita per un viaggio, invece sono iper-tirste prima di partire e al ritorno, sono felice quando conosco qualcuno che mi piace(anche se non so se mai ci sarà ancora qualcuno). Ieri parlando con un amico conosciuto e sconosciuto, un forse poeta, raccontavo una cosa che mi rende molto felice, anche se mi sto accorgendo che la mia idea di felicità va a braccetto con la tranquillità. Gli spiegavo cosa faccio tutte le sere prima di andare a dormire, cioè mi prendo una sigaretta, apro la finestra esco e mi siedo sul balcone, mi chiudo la finestra alle spalle e sto li seduta con le gambe a penzoloni(non ho vicini che possano pensare male) ho solo il monte, tanti alberi e forse qualche volpe o cinghiale che passa di li ma che sta ben  attento a non farsi vedere. Io me ne sto li accendo la mia sigaretta e il rosso fuoco è una bella luce nel buoi della notte, poi con il freddo è ancora più bella e mi piace guardare il fumo bianco che esce dalla labbra e va su dritto verso il cielo e verso le stelle dove ci sono un sacco di persone a cui voglio bene. In quei 5 minuti della giornata butto fuori proprio tutto sia il bello che il brutto, infatti quando poi rientro, e chiudo la finestra, sono distrutta e la giornata finisce. Ora se devo pensare alla mia felicità futura la vedo molto alla Into the wild, penso di dover fare ancora un po’ di cazzate se no non sarei più l’Anna, ma cerco proprio una vita tranquilla, con la possibilità di essere utile, un lavoro che sia quello che ho io nella mia testa (diventare un magistrato con le contro palle, che giudica il giusto e non il conveniente), e poi riposo natura libri musica viaggi tanti viaggi, amore per il prossimo. Questo è quello che spero e poi al di sopra di tutto un compagno, che mi ami e dei figli…Questo è quello che vedo nel mio futuro ma non un futuro prossimo deve essere un futuro lontano, ho ancora un sacco di progetti per il presente. Questo è quello che penso di pensare della mia felicità, ma concludendo alla Eraclito, non si può mai essere sicuri del presente perché tutto passa e tutto scorre e nulla è più come prima.

    Anna

    April 06

    into the wild

               

    Il mare non fa doni, se non duri colpi e qualche volta ha l'occasione di sentirsi forte, ma ora io non so molto del mare, ma so che qui è cosi! E quanto importi nella vita non già di essere forti, di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda, soli senza altri aiuti che le mani e la propria testa.

    Chris McCandless

    Per voi...

    Finalmente un po’ di tempo…

    Era da un po’ che avevo intenzione di scrivere qualche cosa su di voi…sisi voi miei amici della Ross, amici perché non so quale magia o maleficio accada ogni volta che si conosce qualcuno ad un campo scout, ma tutto sembra quasi perfetto, dove non ci sono tanti veli e ognuno si mette in gioco. Bene a voi voglio lasciare quello che penso, poi ne sento quasi il dovere dopo questa strana e sorridente nottata bolognese. Non so da dove partire, però come tutte le volte accade ci sono delle persone in cui ti rispecchi e con le quali crei dei bei legami, ma la cosa strana è che con ognuno di voi c’è quella sottile linea rosa (e chi era in treno capirà cos’è)che ci unisce. Beh parto da chi non c’era in quest’ultima uscita, e con quelle persone con le quali non ho parlato tanto, ma che sono nel cuore. Marianna, la prima cosa che mi ha colpito di te è stato il tuo viso, (non pensare male, non ho strane tendenze) e ho detto sicuramente con quella ragazza con gli occhi che le brillano ci faro un sacco di risate, e invece non so cosa sia successo, ma abbiamo avuto veramente poco tempo. Però il tuo essere discreta, la tua strana timidezza, la tua voglia di fare qualche cosa per gli altri (la prossima volta senza bruciare la gavetta) forse ha valso molto più di tante parole. Antonio, l’uomo delle pose, adoravo i tuoi silenzi prima di parlare, le strane movenze quasi da super star, il tuo tono diplomatico e quel tuo spirito artistico da musicista con le unghie lunghe; poi la simpatia(uscita dopo essere stato la Meretrice) e la nostra comune passione nel correre. Poi Simone, anche con te poche chiacchiere, eppure ogni giorno si fumava insieme, solo non so non c’è mai stata l’occasione, ecco quando ti ho visto mi ha colpito il tuo giubbotto in jeans, molto alla Happy days e la chitarra a tracolla, poi i tuoi mille anelli, il forte sentimento che ti lega alla tua ragazza, il tuo sorriso sempre stampato sulle labbra e le tue scarpe a scacchiera. Proprio un bel tipo, mi è piaciuto il tuo essere un po’ fuori dal comune. Vito, colui che sperava nella montagna, ma che il destino lo riporta al mare. Vito che nei primi momenti spruzzava allegria da tutti i pori, per poi chiudere con un bel febbrone; ricordo  ancora l’ultima sera quando con Pietro siamo venuti a darti la buona notte, e che ti ho sentito la fronte che scottava un sacco e gli occhi lucidi come quelli dei bambini. Vito dall’accento “esotico”  e dalla tenerezza di un bimbo. Matteo, un ragazzo cresciuto un sacco, dall’aspetto di un bambinone ma con un cuore grande grande. Il tuo abbracciare e dare affetto a volte è stato per me una cosa strana, io a volte cosi distaccata e acida ( come qualcuno si diverte a chiamarmi). Il tuo metterti in gioco e il tuo sorriso costante. Poi  Cecilia con te invece ho parlato in più di una occasione, soprattutto di servizio, la ragazza del parma reggio, dalla sua erre cosi bella, dal suo essere sorprendente. Mi hai colpito in 2 momenti: primo quando ho scoperto che eri una metallara convinta, e poi mi lasciato senza parole quando ti ho vista cosi convinta nella fede, nel tuo credo. Con te che ho fumato la prima sigaretta e fatto le prime parole. Micol che dall’aspetto sembrava una bambina sempre piena di vita, dalla faccia cosi angelica da incantare ogni casa in cui suonava per chiedere del cibo. Dalla sua storia amorosa cosi lunga, dai suoi riccioli, i suoi occhi grandi e azzurri e dal topo sulle spalle. Poi Giulia, la prima cosa che mi viene in mente quando penso a te è un sorriso,  i tuoi riccioli e la tua voglia di fare. Anche noi abbiamo parlato poco ma ho un ricordo vivo di te quando sei stata totemizzata e io ti tenevo abbracciata e sentivo che tremavi, mi sono tolta la sciarpa e te l’ho legata sperando servisse  a qualcosa ma è stata un emozione stranissima, ti ho sentita cosi vicina quasi una bambina da proteggere. Poi il tuo dialetto strettissimo che mi faceva morire dal ridere. Ancora c’è Valentina, con cui ho creato un bel rapporto, con la quale so che posso scherzare e fare battute deficienti. E’ stata la prima persona con cui ho parlato e ho sentito in lei una persona molto simile a me sotto certi punti vista, ma con una grande timidezza alle volte. Lei dalle mille lentiggini, la scalatrice, la donna del rifugio, e dalla costola inclinata, lei testarda che piuttosto di far vedere che stava male si allontanava e si metteva in disparte. Una persona con cui mi piace stare e che è una di quelle persona molto importanti per me conosciute in Ross.Poi c’è Alessio, ciao Roma come sono solita chiamarlo, lui che con 4 parole e il suo accento romano è stato capace di aprirmi il cuore a metà. Lui da una sensibilità enorme che ancora oggi è capace di farmi gonfiare gli occhi di pianto. A lui a cui ho asciugato i capelli che pur di lasciarmi il phon li avrebbe lasciati bagnati. Lui con cui ho dormito vicino la prima notte e ha cui ho dato una buona notte super imbarazzata. Alessio che mi chiama Annarè come fa mio zio ,dico che gli voglio bene e che gli sono amica. Poi Anna, e non so perché ma forse perché avevamo lo stesso nome dico un grazie, perché è stata anche lei una persona che ha segnato la mia Ross, con lei che potevo parlare di tutto, che condivido molti lati del carattere, con la quale fare delle lunghe risate. Ringrazio la giornata in cui dovevamo fare deserto perché ho avuto modo di avvicinarmi a lei. Lei dalle gambe magrissime e dai pantaloncini larghi, dalla sua infinita semplicità, e dalle cretinate che abbiamo fatto insieme, la mia compagna di giochi, una amica…Grazie! Poi, Claudia e Samuele non prendetela a male ma mi avete trasmetto cose simili, con entrambi ho condiviso qualche cosa, con Cla il gruppo e con Samu le notti dormite insieme vicini ad incastro, il vostro non essere al centro dell’attenzione ma mettere sempre qualche cosa di vostro. La vostra serietà nei momenti importanti e l’allegria nel gioco, una bella coppia di compagni di strada. Poi Elisa, la zia di Forli, la mia compagna giurista, lei dove nulla è lasciata al caso, dove il trucco non manca mai, lei che non perde un’occasione per mettersi in gioco ed è un tornado, lei dello scutbol, dal suo accento fortissimo, sempre tirata al punto giusto, lei che si sveglia prima di tutti. Poi c’è MariaGiulia, con te ho passato veramente un sacco di tempo, forse perché in gruppo insieme, perché eri una bella compagna di chiacchiere, semplice, interessante, con il tuo accento bellissimo. Te con il contrasto dei capelli e gli occhi azzurrissimi, bella veramente una bella ragazza. La tua presenza era rilassante, infondevi tranquillità; te a volte nel ruolo da mediatrice o da coordinatore senza mai però essere al centro, grazie!  Ancora MariaElena che non avevo capito nei primi giorni di Ross, che avevo frainteso, ma che con piacere mi ha fatto cambiare idea, la nostra cocci, tutta coccola, dalla sua semplicità e la sua vita ingarbugliata, dalla lingua corta, dalla lentezza infinita nel mangiare, ma sempre presente ad ogni ritrovo. Una ragazza che si fa sentire, che ha bisogno degli altri e sa essere una buona amica. Ora immancabile Filippo, il suo boyfriend , l’amore sbocciato nelle ultime ore di Ross che io ho subito notato e che immortalato con una foto. Filippo il nostro alcolizzato, dalle scarpe incredibili, io e lui che “siamo nella stessa barca”, che ha cercato di trovare parole di conforto quando magari non era un bel momento. Lui che per me aveva sempre un sorriso, che non sa fare la polenta, lui che ha tutte le bottigliette di alcolici possibili. Filippo un ragazzo con cui a me piace veramente tanto parlare. Marco, conosciuto prima della Ross, lui un po’ logorroico alle volte, cosi diverso da me, ma a volte cosi vicino, lui che usa nomignoli affettuosi per farmi addolcire, marco che fa il clan universitario, che è stra convinto della sue idee, che si mette sempre in gioco con la sua chitarra. I suoi capelli sconvolti e suoi occhi sempre sbarrati, sicuramente con te non ci si sente mai soli, con te a cui voglio bene e che so che posso dire quello che penso. Poi Daniele un mio amico, a cui voglio bene e con cui passo volentieri il mio tempo, con lui che non mi mette in imbarazzo e mi fa stare tranquilla, te con cui posso parlare di tutto, e che non sei per nulla malizioso, anzi non ti accorgi di nulla. Intelligente, una persona affidabile, ma che caspita fa il calciatore! Daniele dagli occhi e i capelli neri scurissimi, Il cip della situazione, bravo nei giochi, e sempre disponibile, grazie, anche tu hai segnato a fondo la mia Ross, anche se forse il nostro rapporto si è consolidato al di fuori di quei 5 gg, Grazie! Elena, non te lo mai detto ma sei una delle persone più importanti della mia Ross, mi sei piaciuta fin dall’inizio, assomigli moltissimo ad una ragazza in clan con me, ma dopo l’altra sera, forse ho conosciuta la vera Elena che non si pone ostacoli, che è come me, gli piace mettersi in gioco, che già dal vestire è spensierata che non si fa troppi pensieri. Te con cui mi piace parlare, che sei obbiettiva, che sei concreta, con cui sono nella stessa lunghezza d’onda, non so perche ma ti sento molto vicina. Poi Lorenzo, con te ho parlato molto, sei un mio amico, non ho segreti, ti ho sempre detto come la pensavo, sapevo che potevo scherzare con te, e che avresti capito e rispettato. Te con i riccioli e con il pizzetto, con te che ho una forte intesa, un chimico cosi diverso da me, ma se non ci fossi mi mancherebbero un sacco le nostre risate e i nostri sguardi di intesa. Le nostre gare, e le tue imitazioni deficienti. Lorenzo intelligente, una persona che ha lasciato un solco e non una semplice traccia. Ora Pietro, ci siamo conosciuti prima di partire per la ross, e questo ha cambiato un po’ le cose, subito ho capito che saresti stato una persona importante. Mi capita di rispecchiarmi in te molto spesso, poi il fatto che ci sono molte cose che ci accomunano, il fatto che ci copiamo a vicenda.  Pietro che per me è una presenza importante a volte fondamentale, che sembra che mi conosca, che sa quando starmi vicino, e quando ho bisogno di stare da sola e sa farmi sentire importante. Io e te non abbiamo mai parlato molto, eppure ti ho sempre sentito vicino, nelle piccole cose, nello sbucciare l’arancia e mangiartela tutta, e nello svegliarmi la notte e vederti vicino russare a bocca aperta. Se non ci sei mi manchi, mi mancano le tue barzellette demenziali, che sono belle finché non dici la fine, la tua buona notte e il tuo sorriso. Vorrei che tu restassi un mio compagno di strada, con cui voglio condividere mille e mille cose ancora, non perderti; te con quegli occhi neri e la barba incolta che mi è sempre piaciuta. (C’è sempre un viaggio in Alaska al massimo). A te che voglio veramente bene e a cui tengo un sacco Grazie! Poi per chiudere devo mettere Paola, che per me è una Persona con la P maiuscola, le voglio bene, sto bene con lei, mi diverto, è un candelotto di dinamite, lei con quel viso e quegli occhi strani, che mi sono sempre piaciuti nelle persone. Il suo modo alternativo, la sua vita incasinata, la sua Africa Nera, e la mia Irlanda cosi Chiara, le mille cose condivise, lei che voglio vedere sempre con il sorriso, che voglio sentire vicina perche le voglio veramente bene!!! Paola una amica.

    Grazie  a tutti siete stati il mio secondo il clan, e come una volta a detto Alessio, il mio cuore  è diviso in 23 parti, un pezzettino per ciascuno, ma in cambio ho acquistato un pezzettino del vostro. Penso che lo scoutismo abbia qualche cosa di magico, perché è cosi strano conoscere e apprezzare delle persone in poco tempo, poi per me che prima di aprire la porta ad uno sconosciuto nella vita ci vuol veramente un sacco di tempo. Vi voglio bene…ci ho messo la bellezza di 3 ore per scrivere tutto questo, spero li troverete  5 min del vostro tempo per leggere…Ora che rileggo mi sono accorta di essere stata troppo sdolcinata, ma ormai è fatta non la modifico. Cmq pensate alla prossima data…ciao un bacio a tutti

    Anna

    March 27

    triste ricordo

         

    Io ho un seme di Caucciu

    però non lo pianto, perchè so che qui soffrirebbe troppo e sarei solo molto egoista nel farlo...e poi è un ricordo forse mettendolo sotto terra perderei l'occasione di pensare a quella persona cosi lontana tutti i giorni...dunque lo metto vicino alla finestra della mia cameretta, cosi ogni giorno vede il sole e poi le stelle...ed è vicino a me....